martedì 23 febbraio 2016

Virginia Raggi è stata scelta dai cittadini per essere la Candidata Sindaco del M5S a ROMA

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Virginia Raggi è stata scelta dai cittadini per essere la Candidata Sindaco del M5S a ROMA!
Ha superato gli altri candidati nella primarie on-line che si sono svolte oggi.
Hanno partecipato alla votazione 3.862 iscritti certificati che hanno espresso le seguenti preferenze:
Raggi Virginia: 45,5%, pari a 1.764 voti
De vito Marcello: 35%, pari a 1.347 voti
Stefano Enrico 9,5%, pari a 369 voti
Ferrara Paolo 6%, pari a 233 voti
Zotta Teresa Maria 4%, pari a 149 voti
"Virginia Raggi è la candidata sindaco del Movimento 5 stelle a Roma. Con lei e con la lista del M5S restituiremo a questa città la bellezza e l'onestà che merita. Coraggio!"
- Roberto Fico, M5S
Congratulazioni a Virginia e a tutta la squadra cinquestelle! Ora vinciamo queste elezioni e portiamo la Democrazia Diretta nella capitale del Mondo!
 

Oggi Si Vota online sul blog di Grillo per decidere il futuro Sindaco di Roma a Cinque Stelle



OGGI SI VOTA! Secondo turno delle primarie del M5S per Roma 2016 è iniziato. 5 sono i candidati a Sindaco tra cui scegliere:

Marcello De Vito. VIDEO PRESENTAZIONE
Paolo Ferrara. VIDEO PRESENTAZIONE
Virginia Raggi. VIDEO PRESENTAZIONE
Enrico Stefano. VIDEO PRESENTAZIONE
Teresa Zotta VIDEO PRESENTAZIONE

Tra i 5 candidati l'unico che si è espresso esplicitamente a favore della adozione da parte del comune di uno strumento di Democrazia Diretta è VIRGINIA RAGGI, e quindi non possiamo che darle il nostro voto e il nostro appoggio per la sua candidatura a futuro Sindaco di Roma!

giovedì 7 gennaio 2016

Solo il Popolo Può Vincere Contro le Intimidazioni e la Violenza della Mafia che Detiene il Potere in l'Italia


LA COSCIENZA DEL POPOLO

di Emanuele Sabetta

Allora ricapitoliamo. Nigel Farage ha avuto un incidente: qualcuno aveva sabotato la macchina per farlo uscire fuori strada. I bulloni delle ruote erano stati svitati quasi fino a fine corsa, e la macchina ha perso una ruota improvvisamente mentre era in autostrada.
Per fortuna è sopravvissuto per raccontarlo, altrimenti sarebbe stato catalogato come "strano incidente" e nessuno avrebbe indagato.

Questo metodo è usato spesso anche dalle nostre parti. Infatti Gianroberto Casaleggio ha subito lo stesso sabotaggio per ben DUE volte, e si è salvato miracolosamente per essersene accorto in tempo. 

Sempre lo stesso sabotaggio è stato eseguito alla macchina del consigliere pentastellato Davide Barillari  che prendendo i mezzi per andare a lavoro non se ne accorse se non quando fu la moglie, che usa la macchina per portare i bambini a scuola, a perdere il controllo del veicolo (ma fortunatamente fermandosi in tempo).

Non sappiamo quanti eletti del M5S abbiano subito questi sabotaggi. Non tutti infatti lo denunciano, per evitare ritorsioni sulla propria famiglia. Una cosa è certa: questa è gente che sa quello che fa. E sospetto che se avesse voluto uccidere ci sarebbe riuscita. 

Il loro intento è di mandare un messaggio di stampo mafioso: smetti di portare avanti una certa politica che danneggia i nostri interessi o ne pagherai le conseguenze. 

Non tutti hanno lo spirito di sacrificio di un Casaleggio o di un Barillari. E soprattutto, non possiamo certo chiedere agli eletti di sacrificarsi per difendere i nostri interessi fino a questo punto. 

C'é un momento in cui il popolo non può più essere codardo e mandare avanti altre persone a sacrificarsi al posto suo. Un momento in cui il popolo deve prendere coraggio e affrontare direttamente le forze criminali che stanno distruggendo il nostro paese. Un momento in cui delegare non è più ne efficace ne moralmente giustificabile. In cui tutti noi cittadini ci alziamo in piedi e smettiamo di farci scudo ingiustamente del coraggio e del senso di abnegazione dei portavoce e delle loro famiglie. 

La guerra contro la mafia in Italia non può essere combattuta per procura. Per sconfiggerla serve un popolo intero, con in mano le redini del potere tramite la Rete, alla guida diretta dello stato. Solo la democrazia diretta online consente questo. 

Oggi ciò è tecnicamente realizzabile in ogni comune o regione, non ci sono scuse. Ogni ritardo nel portare avanti questo cambiamento è un punto segnato dalla mafia, che non si fermerà di fronte a nulla, corrompendo e minacciando sempre più esponenti del M5S, tranne dinnanzi allo scudo impenetrabile della democrazia diretta, contro cui è impotente.

Non perdiamo più tempo. Le fragole sono mature più che mai. Passate parola.

Lettera Aperta sulla Democrazia Diretta a Chiara Appendino, candidata sindaco del M5S per Torino 2016


Ho scritto una lettera apertaChiara Appendino, candidata sindaco del M5S a Torino:

"Ciao Chiara, 
mi rivolgo a te in quanto sei una delle speranze del movimento 5 stelle per le prossime elezioni amministrative. Avendo seguito la tua campagna sino ad ora non ho potuto fare a meno di notare una mancanza da parte tua di qualsiasi riferimento alla Rete e all'utilizzo di essa per offrire ai cittadini quel coinvolgimento diretto nelle decisioni politiche che tanto caro è al M5S e agli attivisti di lunga data come il sottoscritto.

Tu citi molte sfide importanti, è vero, ma la più grande di tutte e quella che ha dato vita allo stesso movimento politico di cui fai parte, sembra assente dai tuoi interessi: ovvero portare la democrazia diretta a Torino. Certo hai partecipato alla campagna del M5S per l'introduzione del referendum propositivo. Ed è un bene. Ma si tratta di uno strumento del secolo scorso, limitato e troppo lento per poter realizzare il cambiamento che invece la Rete permette. 

Per ora non mi sembra che tu abbia mai parlato seriamente dei tuoi programmi per la democrazia diretta ed il bilancio partecipato tramite la Rete una volta eletta. Forse sarebbe ora di parlarne, considerando che come ben sai è la cosa principale che differenzia il M5S dagli altri partiti.

Non della semplice partecipazione occasionale parlo, ma della concreta e permanente pratica della moderna democrazia diretta tramite la Rete. Ovvero il sottoporre regolarmente al voto dei cittadini ogni decisione del sindaco e della giunta prima di eseguirla. Alcuni comuni cinquestelle già lo hanno sperimentato con successo, come ad Augusta. Oggi è tecnicamente facilissimo farlo. E ogni cittadino con uno smartphone o con 10 minuti spesi presso un internet caffè può partecipare. Quali sono le tue intenzioni in merito?

Te lo chiedo perché il disastro di Gela, dopo Quarto e Albano Laziale, ha rappresentato un allarme della necessità di estendere i metodi di democrazia diretta del M5S a tutti i livelli, anche quelli comunali, per regolamento. Gli eletti che smetteranno di comportarsi da portavoce, che verranno meno alle promesse fatte durante le elezioni e che inizieranno a prendere decisioni contrarie agli interessi dei cittadini, stanno aumentando e in futuro saranno sempre più numerosi e difficili da individuare in anticipo. 

E' un fenomeno in crescita che, se leggi i giornali, saprai che sta già screditando il movimento 5 stelle. L'onestà va garantita in modo più sicuro per i cittadini che affidandosi alla speranza che l'eletto una volta al potere non cambi idea.

Bisogna farlo con un sistema diverso, democratico, di gestire il potere degli eletti. E questo sistema per fortuna esiste, ed è il futuro della politica. Si chiama democrazia diretta online. La sua realizzazione è molto semplice: gli eletti cinquestelle non dovrebbero MAI prendere decisioni senza prima sottoporle al voto dell'assemblea permanente online dei cittadini iscritti al M5S. La democrazia diretta online esiste proprio per questo. Applichiamola.

Come ben sai il M5S sono i cittadini, tutti. Le sue decisioni sono e debbono essere espressione della volontà del popolo. Non ha leader, perché tutto viene deciso dal basso collettivamente, senza verticismi. Uno vale uno. E' questa la sua forza. 

Non bisogna mai lasciare che singoli eletti portavoce siano lasciati a decidere unilateralmente. Quel potere li porta a diventare bersaglio di CORRUZIONE (se sono disonesti) e di MINACCE (se sono onesti). E sappiamo purtroppo che è solo una questione di grado e frequenza delle suddette prima che l'eletto ceda psicologicamente, lo dimostra la storia. 

Non si puó essere più ingenui su questo, bisogna affrontare il problema e risolverlo. In Italia abbiamo a che fare con organizzazioni mafiose e criminali che hanno occupato le istituzioni, e che non hanno alcuno scrupolo ad usare la violenza. Associazioni a delinquere che non consentono a nessuno di prendere il potere tranne che a persone ricattabili e quindi impossibilitate a tradirli o denunciarli. 

Per vincere questo sistema violento e omertoso è necessario che l'ambasciatore dei cittadini utilizzi la sola arma a sua disposizione: la democrazia diretta online. 
L'applicazione della democrazia diretta decentrerebbe infatti il potere e lo rimetterebbe nelle mani della base dei cittadini. In questo modo venendo a mancare la concentrazione di potere, verrebbe meno anche l'interesse a corrompere o minacciare i singoli eletti.

Non è neanche difficile farlo. Vi sono tantissimi di software open source e gratuiti di democrazia online. Basta informarsi! Airesis, Parelon, Liquid Feedback, DCent, etc. Serve solo la volontà di usarli.

Dobbiamo realizzare questo cambiamento ed offrirlo come garanzia di onestà ai cittadini prima che l'immagine del movimento come onesto venga screditata dal ripetersi di casi come quello di Gela. Lo dobbiamo fare non solo per rendere l'eletto cinquestelle un vero ambasciatore, che come questi "non porti pena", e che prima di siglare decisioni riferisca e chieda sempre l'ok di chi lo ha mandato, ma anche perché è davvero il modo migliore e più moderno di fare politica vera, una politica che coinvolge la gente grazie alle nuove tecnologie, che rimette al centro il senso di partecipazione alla cosa pubblica e di responsabilità di tutti, e che non esclude più nessuno come facevano invece i vecchi partiti oligarchici.

Senza democrazia diretta online, che è un vero cordone ombelicale che connette l'eletto a coloro che lo hanno eletto, vi è infatti un allontanamento ed un distacco inevitabile dai veri bisogni dei cittadini. 

Un esempio è la tua proposta dei 5 milioni di sgravi o aiuti alle imprese per dare posti di lavoro ai giovani. I cittadini di Torino probabilmente non vogliono questo. E' sbagliato anche concettualmente. Non puoi creare artificialmente lavoro dove non c'è domanda. Le aziende assumerebbero i giovani per potersi intascare i contributi del comune, e poi dopo sei mesi o un anno li licenzierebbero, semplicemente perché mancando la domanda reale quei dipendenti non gli servirebbero a nulla ma sarebbero solo una perdita.

I 5 milioni dovrebbero invece essere usati per il reddito di cittadinanza per i torinesi. Quest'ultimo consentirebbe una reale crescita della domanda, perché metterebbe i cittadini in condizione di spendere di nuovo. Se tu consentissi ai cittadini di decidere online come impiegare quei soldi è probabile che te lo direbbero chiaramente loro stessi. Se invece imporrai le tue scelte politiche dall'alto, non avrai che contribuito ad allontanare ancora di più la politica dai cittadini. E questo danneggerebbe irrimediabilmente la fiducia nel M5S. 

Per questi motivi il tuo silenzio fino ad ora sul tema della democrazia diretta online mi ha preoccupato e allarmato. E proprio per questo mi sono deciso a scriverti da semplice attivista del M5S per chiederti di parlare se puoi anche di questi temi e di dirci quali progetti hai in serbo a tale riguardo in caso tu vincessi, come ci auguriamo, le elezioni a Torino per conto del M5S e dei cittadini.

Grazie di aver letto questa mia, ed auguri per il proseguimento della campagna elettorale.

Emanuele Sabetta,
Roma 5 gennaio 2016"


La risposta di Chiara Appendino non si è fatta attendere:

"Ciao Emanuele, la partecipazione, in ogni modo e ad ogni livello, è uno dei valori fondamentali del Movimento 5 Stelle. Per questa ragione, da mesi, abbiamo iniziato un percorso percorso partecipato per l’elaborazione del programma della Torino di domani. Attraverso 17 gruppi di lavoro tematici stiamo esaminando i problemi, proponendo soluzioni e elaborando progetti di breve, medio e lungo periodo. A questi gruppi possono aderire tutti i cittadini di buona volontà che, volendo fare la differenza, si impegnano portando la loro esperienza e le loro conoscenze. 
La suddivisione per temi è necessaria per avanzare proposte concrete e nello stesso tempo inserirle in un progetto più ampio che guarda la vita dei torinesi nel suo complesso. Il frutto del lavoro di questi gruppi è condensato nella proposta di programma che è stata elaborata e adesso, in singoli eventi, viene presentata alla cittadinanza per poter raccogliere ulteriori contributi. Così è successo il 30 novembre con l’Urbanistica e anche il 18 dicembre con la proposta di riorganizzazione della macchina comunale (questi due li trovi già sulla mia pagina fb e sul sito). 
Allo stesso modo esiste un gruppo di lavoro che si occupa di partecipazione e che sta lavorando sul programma specifico su questo tema e il cui lavoro verrà presentato nei prossimi mesi. Ti invito a contattare il gruppo ( email: gdl-partecipazione@movimentotorino  )  per avanzare le tue proposte e discuterne insieme, così come stiamo per tutti gli altri temi che riguardano la nostra città.

Chiara
Torino, 6 Gennaio 2016"


Ho ringraziato Chiara per la gentile risposta, ed ho provveduto subito a scrivere al gruppo di lavoro per la partecipazione ( gdl-partecipazione@movimentotorino ), a cui ho riportato quanto da me scritto sopra sulla questione democrazia diretta online. Non ho ancora ricevuto risposta, ma spero si occupino al più presto di inserire il tema nel programma politico di Torino 2016.


AGGIORNAMENTO:
Ho ricevuto la risposta alla mia lettera da un membro del gruppo di lavoro per la partecipazione, che preferisce non essere nominato per motivi di privacy. Dalle sue parole mi sembra di capire che per ora non abbiano ancora deciso se includere o meno la democrazia diretta online nel programma cinquestelle per Torino 2016, e la discussione è attualmente in corso. Aspettiamo e vedremo.
Sono certo che la base del M5S torinese, se fosse consultata, sarebbe favorevole ad aggiungere la democrazia diretta online al programma, visto che quanto realizzato in termini di democrazia diretta ad Augusta dal M5S (vedi: link ) è stato accolto con enorme entusiasmo dai cittadini.




giovedì 17 dicembre 2015

I TAVOLI DI LAVORO PROTESTANO CONTRO L'IMPOSIZIONE DALL'ALTO DEL PROGRAMMA M5S PER ROMA 2016



I TAVOLI DI LAVORO PROTESTANO CONTRO L'IMPOSIZIONE DALL'ALTO DEL PROGRAMMA M5S PER ROMA 2016

di Emanuele Sabetta, iscritto al M5S Roma

La deriva verticistica del M5S romano sembra non fermarsi. Non solo infatti, nonostante i miei ripetuti e argomentati appelli ( vedi : link ) si è scelto di non far partecipare i cittadini alla scrittura del programma tramite la Rete come in passato - una prima chiusura che ha causato malumori tra gli oltre 10 mila iscritti romani al portale del movimento 5 stelle, ingiustamente privati del diritto di contribuire con idee e proposte a migliorare la loro città - ma per gettare benzina sul fuoco è stato in seguito annunciato un programma in 10 punti calato dall'alto, privo di ogni riferimento alle frequenti richieste dei cittadini e delle migliaia di iscritti al m5s romano.

Da tempo i cittadini romani chiedono a gran voce di azzerare e rinnovare completamente i vertici delle aziende pubbliche e partecipate dal comune, i cui dirigenti nominati dai partiti sono li da anni e proteggono con la loro posizione tutto il marcio e la corruzione che avviene in tali aziende a spese ovviamente dei cittadini e della città. Caso emblematico è il recente scandalo che ha finalmente svelato perché Roma si allagava ogni volta che pioveva più del normale. Cito dall'articolo sui giornali:

"(..) In particolare, sottolineano i carabinieri, «le dazioni di denaro erano finalizzate ad ottenere agevolazioni da parte dei funzionari sulle modalità di esecuzione dei lavori, consentendo agli imprenditori di eseguire le opere in modo difforme rispetto a quanto previsto». «Emblematico» viene definito il caso della pulizia dei chiusini stradali, che veniva effettuato su un numero inferiore rispetto a quello dichiarato nella documentazione ufficiale, oppure il caso del rifacimento del manto stradale, effettuato risparmiando sullo spessore dell’asfalto (..)"

Finalmente dopo anni li hanno arrestati. Erano 7 dipendenti pubblici corrotti che facevano montagne di soldi sulla pelle dei cittadini di Roma. Tutti al comune sapevano ma nessuno li licenziava, come mai? Chi li proteggeva? I dirigenti messi li dal PD ovviamente. 
Di questi casi di corruzione ce ne sono migliaia, ma non usciranno MAI fuori perché i dirigenti delle partecipate messi li dai partiti coprono tutto, sanno ma non dicono niente. La soluzione è una sola: questi vanno rimossi tutti dai loro incarichi di dirigenti delle municipalizzate e tali incarichi debbono essere affidati a persone oneste. Questo è infatti ciò che conta in una azienda: chi comanda nella gerarchia. E una persona onesta al posto di comando potrà finalmente scoprire chi non fa il proprio lavoro correttamente e dare direttive affinché vengano presi provvedimenti disciplinari o vengano rimossi dai loro incarichi. 
Pensiamo davvero che gli attuali dirigenti della municipalizzata che si occupa dei lavori di pulizia e manutenzione delle strade non sapessero che Roma si allagava ad ogni pioggerella perché gli scarichi ai lati delle strade non venivano puliti? E che non avrebbero potuto rimuovere quei 7 corrotti? Lo sapevano benissimo, e potevano rimuoverli, ma non lo hanno fatto, perché collusi. Il pesce puzza dalla testa. E quei pesci sono incollati su quelle poltrone delle municipalizzate da anni, imposti dai partiti per proteggere tutto il malaffare e i giri di soldi che ne derivano.
E gli attivisti romani del M5S hanno più volte protestato con il sindaco uscente affinché intervenisse. E' infatti nei poteri del sindaco cambiare i dirigenti delle partecipate, lo ha spiegato benissimo il consigliere del M5S Frongia a SkyTG24. Ma Marino non lo ha voluto fare per non pestare i piedi al suo partito. 
Per questo ci si sarebbe aspettati, dopo tante discussioni in merito, che nel programma 5 stelle al primo punto vi fosse AZZERARE I DIRIGENTI DELLE AZIENDE PUBBLICHE E PARTECIPATE e metterci persone oneste scelte per CONCORSO PUBBLICO TRASPARENTE.

Invece i 10 punti annunciati in questo deludono, e mostrano invece un M5S senza una volontà di reale cambiamento (vedi: http://commentandolestelle.blogspot.it/2015/12/il-m5s-romano-annuncia-i-punti-del.html  ). Ma la cosa più grave è che non è realmente il M5S romano, cioè la base, a non evocare nel programma tale cambiamento, ma solo una minoranza di pochi attivisti che hanno deciso di gestire il M5S romano come fosse cosa loro.

Si pensava che tale minoranza responsabile di aver deciso i 10 punti fosse almeno costituita dal centinaio di iperattivi dei vari municipi che si riuniscono nei tavoli di lavoro per la scrittura del programma da diversi mesi ormai.
Invece si scopre che persino i partecipanti ai tavoli di lavoro sono stati tagliati fuori dalla decisione, e che il loro lavoro è stato completamente ignorato dai vertici, che hanno deciso i 10 punti senza neanche consultarli.

Si sono allora sollevate le proteste di chi ha partecipato ai tavoli di lavoro, infuriati per aver visto tutto il loro lavoro cancellato con un colpo di spugna ed un annuncio calato dall'alto.
Marco Stermieri, membro del Tavolo di Lavoro per il Programma del Municipio XI, lamentandosi nel gruppo Facebook Intermunicipale ha parlato addirittura di "Tela di Penelope" in relazione al loro lavoro che viene regolarmente disfatto dall'alto. Cito testualmente:

Marco Stermieri :  "[mancano] organizzazione e comunicazione....e se magari passa anche un minimo di informazione non guasterebbe, credo che per chi ha lavorato ad un qualsiasi tavolo redagendo le schede e vedendosele stralciare sarebbe stato quantomeno umano dopo giorni e giorni di ricerche e lavoro essere messi a conoscenza della strategia adottata non per polemica ma perche c'è sembrato lavorare proprio alla  ...la tela di penelope "

A calmare gli animi ha provato Gemma Guerrini, Coordinatrice del Tavolo di lavoro area Cultura del M5S Roma, figura di rinomata moderazione e saggezza del movimento romano. Ciononostante anche lei non ha potuto fare a meno di ammettere di trovare incredibile quanto sta accadendo, e che seppure ritenga che in futuro i vertici del M5S romano riprenderanno in considerazione le proposte dei tavoli di lavoro, la sua è comunque solo una speranza, in quanto tali vertici non rispondono neanche ai loro messaggi. Cito testualmente dal suo intervento:

Gemma Guerrini : "Mi sono decisa a scrivere questo post proprio perché vedo serpeggiare un'inquietudine a cui bisogna fare argine, almeno con quelle poche notizie in più che abbiamo a disposizione. L'ultima riunione del Tavolo Cultura è stata tutta dedicata al comunicato che era uscito la mattina. E posso dire che anche secondo noi il problema è quello che dici tu: penuria di comunicazione, organizzazione e informazione. Ma mi sento di escludere che il lavoro degli attivisti che hanno partecipato ai tavoli possa venire annullato. È assurdo che noi non sappiamo come si procederà, ma proprio perché ci rendiamo conto che da una parte ci sono attivisti in gamba (ovunque) e dall'altra che c'è un problema organizzativo, cerchiamo di avere i nervi saldi e di dare tempo al tempo. (..)
Abbiamo cominciato a lavorare al programma a novembre 2014, quando ancora nessuno ci pensava, in riunioni sempre pubblicizzate al massimo delle possibilità del Tavolo. Gli attivisti del Tavolo pretendono rispetto per il loro lavoro ma nessuno ha mai pensato che potesse essere definitivo o considerato concluso. (..)
Può darsi che altri abbiano notizie che io non ho e che io sia stata tenuta all'oscuro di qualcosa o di tante cose. Ma alla luce di quanto mi è noto come referente per i punti programmatici del Tavolo Cultura, a me sembra che si sia alzato un ingiustificato polverone. Che i tavoli tematici abbiano lavorato sui punti programmatici inerenti all'argomento di loro competenza, è noto e stranoto a chiunque se ne sia voluto occupare ed abbia voluto partecipare. Ai coordinatori dei tavoli è stato chiesto di terminare il lavoro entro una certa data e di consegnare i materiali agli ex-portavoce capitolini, e questo hanno fatto tutti quelli che avevano qualcosa da presentare. (..)
Per facilitare l'incontro dei gruppi di lavoro con i gruppi municipali, sembrava utile un incontro collettivo e si era proposto di farlo il 13 dicembre, ma è stato annullato senza ulteriori spiegazioni. Subito dopo, però, è stato pubblicato il comunicato con i 10 punti programmatici. (..)
Se sia stata fatta o meno un'assemblea, invece, io non lo so. So che continuavamo a chiedere agli ex-portavoce conferma dell' incontro del 13 e che ad un certo punto ci è arrivata l'email di disdetta."

Tale misteriosa riunione del 13 dicembre non fu però disdetta per tutti, ma fu invece solo trasformata da riunione pubblica a riunione a porte chiuse. Lo testimonia infatti una comunicazione di servizio postata sul Meetup del M5S Roma qualche giorno prima:

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* Postata il 26/11/15 21:02
Di: Ximena C.
Post n.: 16

Allora ragazzi. Questa e' la situazione definitiva:
- Il 13 dicembre si terrà l'assemblea,blindata, di baso profilo, non pubblicizzata da news letter che Alessandro Pirrone (grazie Ale!) gentilmente ha impostato, che verterà esclusivamente la presentazione dei programmi che hanno preparato i tdl e gm, e che coinfluiranno nel programma comunale
-a gennaio 2016 si terrà, auspicabilmente al Saint Jones, l'assemblea romana, previa raccolta proposte punti da mettere all'odg con news letter e poi inserimento dei punti più gettonati all'odg che a sua volta verrà divulgato con news letter.

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All'indomani della riunione a porte chiuse del 13 compare sul blog l'annuncio del programma del M5S in 10 punti, ( vedi : link ) mandando su tutte le furie persino gli attivisti dei tavoli di lavoro. Seppure mi era divenuto chiaro il livello di arroganza di alcuni attivisti dopo gli insulti gratuiti ricevuti per aver solo chiesto chiarimenti ( vedi: link ), non avrei mai pensato di vedere tale arroganza arrivare a mettersi al di sopra persino degli stessi tavoli di lavoro.

Quella romana è una situazione inaccettabile per chi crede negli ideali del movimento. Da attivista di lunga data non posso che fare appello a tutti i cittadini cinquestelle di Roma: il Movimento 5 Stelle siamo noi cittadini, e quello annunciato non è il programma voluto dai cittadini. E' sicuramente vero che con partiti e mafia che vogliono distruggerci, fare autocritica ci potrebbe scoprire i fianchi. Ma se non facciamo autocritica, se non dimostriamo che il,movimento 5 stelle è DIVERSO, e quando qualcuno prende decisioni sbagliate o che contraddicono i suoi valori originali questo viene segnalato e corretto dalla base, allora daremo l'immagine di noi non dissimile da quella di partiti come il PD, dove le scelte di Renzi sono state sopportate e consentite anche se andavano contro tutti i principi originali, fino a portare il PD da partito di sinistra a diventare un partito di destra. 
Questo non deve succedere nel M5S, perché il M5S ha una coscienza, e questa coscienza sono i suoi iscritti, migliaia di piccoli grilli parlanti che non hanno paura di criticare e denunciare chiunque sbagli, non importa quanto famoso o influente sia. Questo ci ha insegnato Beppe, e questo è quello che rende il M5S dotato di un sistema immunitario contro ogni deriva o degenerazione dei suoi valori democratici.

Quindi ancora una volta, rivolgo un appello a tutti gli iscritti e gli attivisti romani: fate sentire la vostra voce e chiedete che si possa scrivere per Roma 2016 un vero programma partecipato tramite la Rete. 


lunedì 14 dicembre 2015

IL M5S ROMANO ANNUNCIA I PUNTI DEL PROGRAMMA PER ROMA 2016




IL M5S ROMANO ANNUNCIA I PUNTI DEL PROGRAMMA PER ROMA 2016.
MA LA PARTECIPAZIONE E' STATA SACRIFICATA.

di Emanuele Sabetta, iscritto al M5S Roma

Ieri 13 Dicembre si è svolta la riunione a porte chiuse degli attivisti del M5S Romano per decidere il programma politico del M5S per Roma 2016. 

Il risultato è stato pubblicato oggi sul blog del movimento, e devo dire che non sembra aver risposto in alcun modo alle istanze da me presentate nelle settimane passate (vedi: http://commentandolestelle.blogspot.it/2015/11/il-m5s-romano-decide-di-non-far.html ).

Infatti i punti di intervento del programma sono stati fissati a 10 e definiti dall'alto, non dalla base tramite voto in Rete. I punti sono i seguenti:

"1. La casa è un diritto
2. Libertà di spostarsi: mobilità e manutenzione strade
3. Emergenza rifiuti e cura della città
4. Sentirsi sicuri
5. Il turismo è crescita
6. Nessuno deve rimanere indietro: politiche per le fasce più deboli
7. Ambiente: verde pubblico e spiagge
8. Architettura urbana: dalle periferie al centro storico
9. Arte ed eventi culturali
10. Trasparenza e stop agli sprechi"

Ad ognuno di questi punti verranno associate delle proposte, ma anche queste proposte non saranno decise dalla base tramite la Rete. Infatti la sola cosa che verrà decisa in modo partecipato sarà l'ordine temporale in cui i 10 punti verranno affrontati dagli eletti del M5S una volta insediati al campidoglio. Anzi neanche tutti, ma solo i primi 3 punti.

Nelle 3 fasi in calendario per la scrittura del programma descritte nel post, ovvero 1) Fare Informazione 2) Partecipare e 3) Condividere, la consultazione online della base viene citata solamente nella fase 2. Cito:

"2) Partecipare
Una consultazione online dove queste macro-aree saranno messe al voto: gli iscritti romani potranno selezionare i temi che meritano maggiore attenzione in questo momento, quelli che vorrebbero fossero affrontati immediatamente dalla futura Giunta.
I primi 3 punti che emergeranno da questa consultazione on line saranno i primi 3 temi che il 5 Stelle affronterà su Roma durante la prossima consiliatura e su cui da subito inizieremo a costruire atti politici: mozioni, delibere e ordinanze."

In altre parole la partecipazione online della base degli iscritti romani si limiterà a decidere l'ordine dei punti del programma (e neanche tutto, solo dei primi 3 punti), mentre tutto il resto verrà imposto dall'alto dagli attivisti. 

Non ho dubbi sulla onestà e buona volontà di tali attivisti, sia chiaro. Osservo solo che senza la partecipazione della base tramite la Rete alla scrittura del programma il M5S rinuncia di fatto ai suoi valori di democrazia diretta, e torna ad essere un partito vecchio stile, dove il centinaio di attivisti che stavano più tempo nella sezione di quartiere del partito ottenevano il privilegio di avere più influenza delle decine di migliaia di altri cittadini lasciati fuori. E che senza la Rete a votare in modo trasparente, meccanismo che garantiva la proverbiale onestà del M5S, ora anche persone meno oneste potranno iscriversi al movimento e lavorare per i propri interessi, certi che senza lo scrutinio della rete non potranno essere fermati come in passato.

La rivoluzione democratica della Rete che finalmente aveva dato voce a tutti, e che costituisce e continua a costituire la vera innovazione del M5S, viene dal M5S romano dimenticata e messa in soffitta per ritornare ai consolidati metodi della vecchia politica. 

Nonostante i miei ripetuti appelli nessuna risposta è stata fornita dai vertici del movimento romano riguardo le motivazioni di tale infelice decisione. 

Da attivista di lunga data mi posso solo dichiarare profondamente preoccupato per una simile involuzione, una enorme regressione rispetto ad esempio alla scrittura partecipata del programma cinquestelle via Rete realizzato con successo durante le scorse regionali del Lazio. 

Temo fortemente che ci si stia avviando verso quel processo di autodistruzione per inerzia dei suoi membri che, come visto in partiti come il PD, porta i movimenti politici ad allontanarsi sempre di più dai loro valori originali sino a trasformarsi in cose che del movimento politico originale non hanno più nulla.

Link all'annuncio del M5S Roma:

mercoledì 25 novembre 2015

Il M5S romano decide di non far partecipare i cittadini alla scrittura del programma cinquestelle per Roma 2016



"SIAMO TUTTI CINQUESTELLE, MA ALCUNI SONO PIÙ CINQUESTELLE DI ALTRI"

di Emanuele Sabetta, iscritto al M5S Roma

Da attivista romano di vecchia data ho appreso con sorpresa e disappunto che il M5S di Roma non scriverà il programma politico a 5 stelle per le prossime elezioni della capitale utilizzando la rete. Lo ha annunciato Francesca DeVito, dicendo che il programma lo scriveranno gli attivisti in una riunione intorno ad un tavolo alla vecchia maniera. 

Ho immediatamente scritto a Francesca chiedendogli di organizzare almeno una piattaforma online in cui i cittadini possano proporre emendamenti e votare le proposte che inserirete nel programma, come fatto in passato con successo da Davide Barillari per il programma del M5S del Lazio.

La risposta di Francesca DeVito è stata da far cascare le braccia. Ve la riporto integralmente:

Francesca DeVito: "Emanuele Sabetta nessuno pensa che non sia importante la partecipazione....però io non credo che sia sufficiente solo un attivismo da tastiera...perchè se fosse così semplice molti di noi ti assicuro che sarebbero meno stanchi....talvolta un programma si deve anche riuscire a modulare incontrandosi e scazzandosi occhi negli occhi...talvolta la condivisione deve essere fatta anche in assemblee dove nessuno vieta la partecipazione...così come nessuno vieta di andare ad eventi, banchetti e riunioni....però davanti a questo impegno cresce l'assenteismo ma se si parla di programmi c'è chi si sente offeso...io credo che il MoVimento non abbia MAI chiuso nessuna porta davanti a nessuno....però a volte bisogna fare più fatica che non stando seduti davanti a un PC...."

Questa la mia risposta:

Emanuele Sabetta: "Francesca ma che dici? Attivismo da tastiera? Ma cosa c'entra l'attivismo? Qui non stiamo parlando di fare picchetti, di distribuire volantini ai banchetti, di pulire parchi o di piantare alberi. Certo che l'attivismo richiede di alzarsi dalla sedia. Ma qui si parla della democrazia online, fondamento su cui nasce il M5S, e che si è sempre fatta in rete connettendosi sin da quando tramite il blog di grillo si scrisse insieme il primo programma partecipato del M5S. E' la pietra angolare del movimento 5 stelle, la rivoluzione che ha permesso a tutti di fare politica invece di relegarla a pochi dirigenti di partito seduti intorno ad un tavolo. Ma sai di che partito fai parte? Sei cosciente di cosa distingue il M5S dagli altri partiti? Perché dire che il M5S possa fare a meno della partecipazione tramite la rete dei cittadini alla scrittura del programma e che "non si fa stando seduti davanti al PC" equivale a dire che del M5S non hai capito ne lo spirito ne l'idea. 
Se non credi a me credi almeno a Casaleggio, che lo ha detto mille volte. Ad esempio nell'intervista pubblicata di recente sul quotidiano La Stampa (cito):

«Nel M5S non esistono né Garibaldi, né Mazzini, né tantomeno un Cavour. Il leader del M5S è il M5S stesso, non sono importanti i nomi, ma i programmi e la partecipazione. Non è una partita di tennis o di calcio in cui si vince o si perde. Come cantava Gaber Libertà è partecipazione. Il nostro obiettivo è la partecipazione diretta dei cittadini alla cosa pubblica, la democrazia diretta senza leader. E questo è possibile grazie alla rete. Penso alla Rete come a un’intelligenza collettiva. Oggi sono iscritte al Movimento 5 Stelle circa 130mila persone, in continua crescita. Rousseau, il sistema operativo digitale per la gestione del movimento è in ritardo, lo so, ma in arrivo. I cittadini devono scegliere priorità e metodi di intervento dell'agenda politica. Non possono essere calati dall’alto dal politico di turno. Se potessi darei agli italiani la consapevolezza di essere cittadini e di decidere in prima persona della loro vita senza delegare ad altri». 

E' la partecipazione finalmente aperta a tutti tramite la rete che ha consentito la rinascita della democrazia e il successo del M5S. Da cosa credi derivi l'onestà del M5S? Perché il M5S è più onesto degli altri? Perché come dice Grillo sulla rete non puoi dire balle perché tutti possono intervenire e sputtanarti subito. L'intelligenza collettiva consente uno scrutinio continuo di tutti i cittadini all'attività del movimento, che corregge gli errori, aggiunge elementi mancanti e interviene continuamente per criticare ed evidenziare le priorità. Questo cervello collettivo che è la rete è come un sistema di controllo permanente che impedisce ai disonesti di raccontare balle o di far passare proposte errate o che nascondono interessi privati. Per questo i disonesti non entrano nel M5S: non riuscirebbero a fare nulla perché la rete glielo impedirebbe puntualmente. Questa è la rivoluzione che ha portato Grillo e tu vorresti cancellarla rimettendo di nuovo la politica in una stanza con poche persone invece di farla tramite la rete? Mi dispiace ma questa cosa è per me, attivista fin dal primo giorno che aprì il primo meetup di Grillo a Roma, inaccettabile. Proprio tu che hai un ruolo così importante di coordinatrice del M5S romano non puoi avere una idea così distorta o addirittura invertita dei principi del M5S. Di questo dovrò scrivere a Beppe e ai parlamentari, e sono certo che interverranno per tornare a garantire alle migliaia di cittadini romani iscritti al M5S la partecipazione diretta alla scrittura del programma per la capitale. Programma che più di altri ha bisogno delle informazioni e del contributo di tutti i cittadini romani, dal vigile urbano e dal professore della sapienza, fino al negoziante e al disoccupato. Roma può essere salvata solo da un programma politico scritto da chi conosce i problemi che la affliggono personalmente, e che ha l'esperienza diretta per poter proporre soluzioni che funzionano davvero e non siano invece buchi nell'acqua. Pensare che proprio qui si adotti una metodologia in contrasto con i principi del movimento, che invece di aprire a tutti i cittadini rifiuti l'uso della rete e ritorni ai vecchi metodi di partito delle riunioni di sezione intorno ad un tavolo, significa non solo causare un danno al movimento ma a tutta la città di Roma che ha bisogno di tirare fuori finalmente le necessità e i bisogni troppo a lungo ignorati e frustrati dall'indifferenza della politica."

A seguito di quanto sopra Francesca DeVito ha risposto picche, confermando sostanzialmente che non cambieranno la loro decisione e che non apriranno un sito per far partecipare i cittadini. Riporto testualmente: 

Francesca DeVito: "Se mai dovessimo discutere con Grillo e Casaleggio sono sicura che sarebbe più propenso all'evento del 13 dicembre che alla apertura di un Parlamento Elettronico...detto questo...se non ce l'avevi con me non capisco perchè infangare il mio nome in un commento deprimente...ma io ho le spalle grosse e simili insinuazioni non mi colpiscono neppure un pò. Se vuoi avrai un posto il 13 dicembre..."

Naturalmente le ho risposto che non voglio nessun posto al tavolo del potere. Non sono interessato a quello e non smetterò di difendere i principi del movimento in cambio di poltrone.

Ma c'é di peggio. Contemporaneamente Alessandro Pirrone (l'organizzatore dell'evento in cui si terrà il tavolo per scrivere il programma, persona mai incontrata prima) invece di rispondere civilmente al mio appello, ha addirittura iniziato ad INSULTARMI gratuitamente. Riporto lo scambio avvenuto su Facebook:

Alessandro Pirrone: "Scienziato, una cosa sono i cittadini e un'altra cosa è il M5S. Se non lo capisci affari tuoi. Continua a fare i programmi informatici per Nyo e M5S, i cittadini si sono rotti le palle di stare a sentire le cazzate tue. Quando Grillo e Casaleggio metteranno a disposizione una piattaforma su cui lavorare, useremo quella. Per il momento, fuma e divertiti."

Emanuele Sabetta: "Alessandro guarda che io non ce l'ho ne con te ne con la DeVito. Io sono solo sconvolto dal vedere i principi del M5S venire dimenticati così in fretta (o addirittura mai capiti dalle nuove reclute come voi), con la conseguenza drammatica di tornare ai metodi della vecchia politica. Tornare alle riunioni di sezione del PC, dove si votava per alzata di mano in poche persone e che ha prodotto la politica corrotta e oligarchica che vediamo ora in macerie, è un suicidio politico. Io come tutti gli attivisti di vecchia data che sanno cosa è il M5S e qual'è la sua vera forza, mi opporrò sempre quando vedrò che, per ignoranza o malafede, si regredisca e per inerzia si tornino ad adottare i vecchi metodi. E' mio dovere farlo, ma anche di qualsiasi attivista che ha capito lo spirito di Grillo, ovvero quello della autocritica aperta e costante. Ora sai che avete sbagliato, hai capito i principi del m5s quali sono, e quindi non dubito che ti farai protagonista della istituzione di una assemblea permanente online aperta a tutti i cittadini (tutti i cittadini possono diventare membri del m5s, è gratis. Basta che si iscrivano sul sito del movimento e inviino lo scan dei documenti) finalizzata a scrivere il programma. Poi se si usa Parelon o Airesis o Liquid Feedback, o quello che ti pare, non è questo il punto. Non è che sto facendo questo appello per imporre Parelon, non mi interessa (sono fuori Roma tra l'altro per lavoro per i prossimi 3 mesi, quindi comunque non me ne potrei occupare io). Lo sto dicendo da attivista del M5S responsabile, che come Grillo deve essere coscienza critica e intervenire quando vede il gruppo sbagliare. Sono certo che avete capito e che non ci sarà più bisogno di ricordarvelo."

Alessandro Pirrone: "Nuove reclute a chi? Sei una pippa sconosciuta al popolo, uno strumento inutile da gettare nel cesso proprio da quel M5S che tanto pensi di conoscere!! Scendi per strada e vieni a litigare negli uffici, confrontati tra gli uomini e tra le donne. Te lo diamo noi il PC ... Inutile parlatore di scemenze supportato da altrettante anime che non riescono neanche a farsi vedere ed ascoltare in pubblica piazza. Ho perso pure troppo tempo con te, sconosciuto al mondo intero."

Al di là del contenuto della risposta (il M5S e i cittadini sono due cose diverse?? Pirrone evidentemente non sa che il movimento è nato avendo come slogan proprio la frase di Grillo "Il M5S sono i cittadini") non è davvero scusabile il tono della risposta. Io ho sollevato una questione che come attivista di vecchia data era mio dovere porre. Vi sembra corretto essere insultato (ad personam poi, neanche nel merito e motivando in qualche modo il perché non si vuole far scrivere il programma alla rete) per il solo fatto di aver ricordato i valori originali del movimento ed aver evidenziato che quello che stanno facendo è un tradimento degli stessi? 

A seguito di questo ho aperto una discussione sul Meetup di Roma 5 stelle, ( http://www.meetup.com/it/Grilli/messages/boards/thread/49404383/0#128672759 ).
In tale discussione ho di nuovo tentato di convincere il gruppo di attivisti a cambiare idea, ma inutilmente.  Il loro dissenso continua a risultare per me INCOMPRENSIBILE. Infatti la cosa piú drammatica è la seguente:

NON UNA SOLA MOTIVAZIONE E' STATA ESPRESSA PER GIUSTIFICARE LA SCELTA DI NON APRIRE TALE SITO.

In altre parole ci si nasconde dietro insulti ad personam o dietro chiacchiere da "circolo del partito" (tipo: ma noi ci conosciamo tutti, ci vogliamo tutti bene, abbiamo già scritto un sacco intorno ad un tavolo l'altra volta, perché coinvolgere i cittadini?"), per giustificare una scelta PALESEMENTE CONTRARIA AI VALORI DEL M5S.

Un simile atteggiamento da parte di certi attivisti che tendono a liquidare le questioni di principio dietro la pratica del "FARE" e l'arroganza del "ATTIVISTA CHI?", ricordano purtroppo molto da vicino certe note figure politiche attuali che hanno portato il loro partito all'autodistruzione RINNEGANDO un poco per volta tutti i valori originali su cui era stato fondato. 

I "Matteo Renzi" sono presenti purtroppo in ogni movimento, quelli cioè che si fanno leader del "fare" al grido di "ANDARE AVANTI" dimenticando che il DOVE si sta andando è altrettanto importante perché se la direzione è sbagliata si finisce nel precipizio. È proprio per difendersi da costoro che è necessaria la democrazia online, l'unica capace attraverso decisioni collettive di tutti gli iscritti di evitare all'arroganza dei singoli di fare danni.

E' quindi saggio che gli attivisti di Roma 5 Stelle si fermino e inizino a chiedersi seriamente se ci sono motivi reali dietro la loro scelta. 
Comincerò, per fargli risparmiare tempo, con l'anticipare qui di seguito le ragioni concrete che si potrebbero addurre, seguite dalle mie risposte ad esse:

1 )  TECNICHE : Mettere su un sito web con uno strumento di democrazia online è difficile.
RISPOSTA: Falso. Basta chiedere a persone esperte che abbiamo nel movimento che lo hanno già fatto, come il portavoce per il Lazio Davide Barillari. Davide consentì ai cittadini di scrivere loro stessi tramite la Rete il programma politico del m5s per la regione Lazio durante le scorse elezioni. La cosa ebbe successo e ancora oggi gli attivisti del Lazio collaborano online quotidianamente alla scrittura dei testi di legge che Davide presenta in consiglio regionale. E' una delle persone più competenti in fatto di strumenti di democrazia diretta di tutto il movimento. Basta chiederglielo e lui potrebbe organizzarci tutto nel giro di un mese.

2 ) STRATEGICHE : Ma se scriviamo il programma online ce lo copia Marchini.
RISPOSTA: Il programma è comunque pubblico lo stesso, quindi non è possibile evitare che gli altri partiti se lo copino. Inoltre se volessero conoscerlo anche adesso che non è ancora pubblicato gli basterebbe chiedere a qualcuno che ci sta lavorando, e lo otterrebbe lo stesso. Fino a prova contraria infatti i tavoli di lavoro del M5S sono aperti e trasparenti per definizione. Tutti possono assistere, non serve la tessera di partito. 

3 ) CULTURALI : Le persone che fanno parte dei tavoli di lavoro hanno titoli e competenze tecniche superiori agli altri cittadini.
RISPOSTA: Non mi risulta sia stato imposto un simile requisito per poter far parte dei tavoli di lavoro, e non mi risulta che i partecipanti ai tavoli siano TUTTI con titoli e competenze specifiche. Ma soprattutto non è vero che le loro competenze siano superiori a quelle degli altri cittadini romani iscritti al m5s. 
 Io stesso ho incontrato e parlato con moltissime persone competenti iscritte al movimento negli ultimi mesi che da cittadini romani non vedevano l'ora di partecipare alla scrittura del programma per cambiare Roma. Persone anche di grande cultura e preparazione, professori universitari e ingegneri dell'acea, chimici industriali esperti di rifiuti, dirigenti e dipendenti del settore trasporti, tutti con soluzioni e idee per cambiare Roma in meglio, che non vedevano l'ora di poterle inserire nel programma. Vi sono tantissime persone oneste e competenti tra i cittadini che conoscono i problemi di Roma da vicino, e che hanno le idee giuste per risolverli, ma che poiché lavorano dalla mattina alla sera e non hanno la possibilità di fare attivismo o di partecipare a lunghi tavoli di discussione. La rete invece gli consentirebbe di lavorare in modo asincrono, di postare le proprie proposte e farle valutare a tutti gli altri cittadini, di intervenire per correggere gli errori delle altre, senza costrizioni temporali o geografiche, ma usando ritagli di tempo nella giornata e facendolo dall'ufficio, nella pausa pranzo o da qualunque parte si trovino usando un semplice smartphone. Rinunciare alla intelligenza collettiva e all'entusiasmo di migliaia di persone per tenersi tutto per se il privilegio di scrivere il programma è da irresponsabili. I problemi di Roma, una città che va demolita e ricostruita dalle fondamenta, sono troppo complessi perché qualcuno possa avere la presunzione di saperli risolvere meglio degli altri.

4 ) MORALI : Non tutti hanno il diritto di decidere il programma del M5S.
RISPOSTA: E chi dovrebbe essere discriminato? Le persone come mia zia, che pur disabile vota cinquestelle e partecipa assiduamente sul sito Lex? Le madri lavoratrici che non hanno tempo per venire alle riunioni perché quando escono dall'ufficio alle 6 devono passare a prendere i figli a scuola, fare la spesa e preparare la cena? Oppure gli anziani o chi non è in grado di prendere i mezzi e attraversare Roma per raggiungere il luogo d'incontro dal vivo? Chi dovremmo discriminare? Chi dovrebbe essere considerato cinquestelle di serie A e chi invece cinquestelle di serie B?
No, sul serio. Perché qui si tratta di venire meno al principio che "uno vale uno", e ci si avvia verso uno scenario orwelliano fin troppo familiare, dove il nuovo comandamento è diventato: "siamo tutti cinquestelle, ma alcuni sono più cinquestelle di altri". 

5 ) PRATICO : E' più semplice così, tanto non se ne accorge nessuno.
RISPOSTA: Falso. Le prossime elezioni su Roma saranno un massacro mai visto perché tutti sanno che il M5S è in vantaggio, e i giornali tireranno fuori tutte le loro armi per individuare i nostri errori e sbatterli in prima pagina.
E nel momento in cui si tagliano fuori migliaia di iscritti (che già ora si lamentano per essere stati esclusi) dalla scrittura del programma, e si tradisce lo spirito democratico del M5S, si crea una spaccatura nel movimento romano, e vi saranno decine di persone giustamente imbestialite che andranno a lamentarsi con i giornalisti, dando una immagine del programma del M5S come di un testo scritto da pochi privilegiati similmente a quanto il M5S critica da anni negli altri partiti. E i giornali suggeriranno al lettore che tale decisione derivi dal voler fare un programma che mira a soddisfare certi interessi privati occulti di tali privilegiati. Noi sappiamo che non è vero, ma i giornali non si faranno scrupolo di suggerirlo, non essendovi altra ragione evidente per non fare partecipare tutti alla sua scrittura.

6 ) SOCIOLOGICO : La gente non è pronta alla democrazia in rete.
RISPOSTA: E' vero che non tutti sono pronti, ma quelli che sono pronti sono comunque decine di migliaia, che infatti partecipano al sistema operativo 5 stelle e votano regolarmente. Se Grillo ha aperto Lex è perché espande la partecipazione democratica dai 100 in una stanza ai 130 mila online, un balzo di due ordini di grandezza. Ed è solo l'inizio. Più si continuerà lungo il solco tracciato da Grillo, più persone prenderanno dimestichezza con la democrazia diretta. Per questo la rivoluzione democratica passa solo dalla rete ed è INCONCEPIBILE farla senza. Chi continua a credere che la politica vera si faccia solo "in carne ed ossa" è rimasto ancorato al mondo del secolo scorso, e si dovrebbe probabilmente chiedere se non si trova nel movimento politico sbagliato.

7 ) NORMATIVO :  Grillo sul blog ha vietato uso di strumenti di democrazia online diversi da Lex.
RISPOSTA: Falso. Grillo ha solo detto che gli strumenti diversi da Lex NON SONO CERTIFICATI. E non serve che uno strumento sia certificato dal blog per poterci scrivere il programma in modo partecipato. La certificazione è richiesta solo per evitare che false piattaforme si mettano ad eleggere i candidati al posto del sito ufficiale del sistema operativo. Perché i candidati alle primarie devono essere verificati da Grillo nei requisiti ben noti di fedina pulita e non appartenenza ad altri partiti, etc. 
Ma nulla impedisce ai vari movimenti sul territorio di dotarsi di un sito web con uno strumento per la scrittura partecipata dei programmi. Lo dimostra il fatto che è stato fatto in passato in Sicilia e nel Lazio, e in quest'ultimo ha avuto tanto successo che ancora oggi Davide Barillari fa partecipare i cittadini del Lazio alla scrittura dei testi di legge che presenta in consiglio regionale. Basta chiedere a lui per sapere come fare, visto che il programma delle regionali scorse fu scritto dai cittadini tramite la Rete senza problemi.

8 ) SEMANTICO : Un tavolo aperto a tutti, con le votazioni per alzata di mano, è comunque Democrazia, anzi Democrazia diretta, no?
RISPOSTA: No. Demos significa popolo. Tutto il popolo. Non quattro gatti. Se io non utilizzo strumenti a mia disposizione per consentire a piú persone possibile di partecipare, io sto abusando del mio potere e attivamente impedendo l'esercizio della democrazia a migliaia di cittadini. L'unica scusante per non consentire a qualcuno di partecipare pur avendone diritto è l'impossibilità di farlo. Non aprire un sito per partecipare pur potendolo fare, invece, è come non aprire i seggi elettorali su tutta italia potendolo fare, e invece aprirli solo a Roma sotto il quirinale, e poi dire: "Se volete votare dovete venire qui a Roma". E' un atto di deliberata sottrazione di sovranità ai cittadini. Se lo facesse lo stato italiano alle prossime elezioni lo accettereste?

9 ) RISORSE : Ma abbiamo già il forum del Meetup, non basterebbe quello per far scrivere il programma in Rete?
RISPOSTA : No. Un meetup non è uno strumento di democrazia online. Manca di requisiti fondamentali, come ad esempio 1) binari vincolati per l'iter delle proposte, 2) possibilità di proporre emendamenti al testo, 3) possibilità di votare gli emendamenti, 4) possibilità di fissare un quorum minimo di sostenitori alle proposte, 5) possibilità di votare il testo finale di ogni proposta, etc. Senza queste funzionalità minime non si può parlare di strumento di democrazia online. Uno strumento improprio, come un forum di un meetup ad esempio, produrrebbe solo caos (Ce le vedete 400 persone che dicono la propria senza potersi mai mettere d'accordo perché non vi sono strumenti per convergere ad una soluzione condivisa?). Per questo sono stati inventati i programmi di democrazia online, che essendo progettati appositamente con degli iter sui binari non hanno problemi a gestire la collaborazione di qualsiasi numero di persone.

10 ) LAVORO SVOLTO : Se si aprisse il sito il lavoro svolto fino ad ora sarebbe stato vano.
RISPOSTA: Falso. Tutto il lavoro svolto dai tavoli verrebbe inserito online tra le proposte come tutte le altre che gli iscritti faranno, e i cittadini potranno leggerle e proporre emendamenti per perfezionarle o estenderle, ed infine votarle per includerle nel programma finale esattamente come tutte le altre. 
Anzi il lavoro svolto fino ad oggi sarebbe la base di partenza su cui la Rete potrà lavorare, usandolo come esempio e modello per eventuali nuove proposte. Nulla impedisce anzi ai tavoli di lavoro di continuare a fare proposte e postarle. La Rete espande la portata della partecipazione, non la vieta a nessuno ma anzi consente di avere un riscontro tra gli stessi cittadini del lavoro fatto nei tavoli, assicurando un maggior successo elettorale del programma.

11 ) QUALITATIVOLa politica di qualità è quella fatta discutendo di persona, in carne ed ossa, perché guardandosi negli occhi funziona meglio.
RISPOSTA: Sbagliato. La VECCHIA politica si basa sulla presenza fisica in carne ed ossa. E proprio questa è da sempre stata la sua grande vulnerabilità. Non solo per le strette di mano e la corruzione che ha favorito. Ma perché al crescere della popolazione sempre meno persone, rispetto al totale, potevano partecipare fisicamente, e questo a lungo andare ha prodotto una politica dei pochi, che cominciavano a difendersi tra loro e a distaccarsi progressivamente dagli altri cittadini rimasti "fuori", fino a divenire una casta. La presenza fisica nelle sezioni è stata per 50 anni il metodo usato dai partiti italiani, ed ha prodotto solo clientelismo, affarismo, nepotismo e strutture di potere piramidali ed autoreferenziali. Al contrario del mito che è stato costruito intorno ad esso, quello della presenza fisica è in realtà il metodo PEGGIORE di fare politica. Infatti l'obbligo di presenza fisica riduce la partecipazione democratica, favorisce chi urla o sa imporsi ai tavoli, sfavorisce gli insicuri e chi è pieno di dubbi (che come dice giustamente Bertrand Russell, spesso sono proprio i più intelligenti), costringe a tempi prefissati e contingentati, richiede figure di moderatori e arbitri della discussione che possono imporre le loro prioritá e la loro agenda, impedisce di approfondire con calma e verificare in modo indipendente le questioni che emergono, di conoscere opinioni alternative quando si hanno dubbi, taglia fuori le competenze di migliaia di persone che ne sanno di più, e di quelle che hanno esperienza diretta dei problemi, impedisce il controllo costante della Rete su errori ed elementi del programma che possono favorire interessi privati, salda relazioni di gruppo che producono alla lunga una tendenza a difendersi gli uni con gli altri, a fare muro contro le critiche esterne, a minimizzare o nascondere gli insuccessi e a mostrare solo i successi... e così gli errori vengono sempre più insabbiati, invece che messi in evidenza... i dissensi vengono messi a tacere invece che incentivati... le motivazioni delle scelte di compromesso non vengono indagate, i problemi potenziali che ne derivano tenuti segreti, e le voci di corridoio ignorate e scoraggiate. Infine, ultimo difetto ma non meno importante, la presenza fisica priva il movimento politico del feedback costante da parte dei cittadini sulla efficacia elettorale del programma, facendolo deragliare ed aprendo un gap sempre più grande tra l'agenda politica e le reali necessità dei cittadini. 
La Rete ha il potere di spazzare via tutto questo per sempre. Certo potrebbe volerci del tempo per raggiungere la massa critica. Potrebbe richiedere una educazione costante dei cittadini all'uso di strumenti di democrazia online. Ma se non si inizia mai a coinvolgere la gente e a farle sperimentare questo nuovo mondo, la rivoluzione che il M5S ha iniziato non prenderà mai il via.


In conclusione: se davvero gli attivisti del m5s romano, in particolare quelli hanno deciso a nome di tutti (con quale autorità poi?) di non presentare un programma partecipato dalla Rete, hanno delle reali ragioni oltre alle succitate, che le tirino fuori. 
Altrimenti non si può che concludere che tali motivazioni non esistono, e che si viene meno ai principi della democrazia in Rete solo per difendere le proprie posizioni, anteponendole al bene ben più importante del Movimento e dei cittadini di Roma.

FACCIO APPELLO A TUTTI GLI ATTIVISTI ROMANI FAVOREVOLI ALLA SCRITTURA PARTECIPATA DEL PROGRAMMA TRAMITE LA RETE AFFINCHÉ MANIFESTINO SUL MEETUP IL LORO DECISO DISSENSO PER QUESTA DECISIONE.